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Brevi cenni dai critici d'Arte
......."
Con le sue opere, l’artista Sylvia Giro dischiude agli occhi dello
spettatore un mondo percettivo assolutamente nuovo, un universo
sovrasensibile di emozioni e di energiche visioni. Sensazioni poetiche e
musicali prendono corpo attraverso la matericità del colore e del gesto,
contribuendo a proiettare l’attenzione verso forme e soggetti ora
figurativi ora astratti.
Infatti
l’attività e la ricerca pittorica dell’artista si espandono vivacemente
in due direzioni: senza dimenticare alcune testimonianze ispirate
dall’Arte Povera, come il commovente “Clown”
del 1971, Sylvia Giro coglie minuziosamente la realtà
creando corposi paesaggi e fresche visioni sin dal 1955 con
“Paesaggio da Bormio”, cristallizzando in liquide immagini, emozioni e
sensazioni atmosferiche, conducendo una serrata ricerca del “vero
naturale” attraverso lo studio di ciò che la circonda: fondamentali a
questo proposito alcune opere come “Vaso con fiori” del 1961 e
“Ortaggi con giornale” del 1970 e alcuni intensi ritratti come
“Ritratto del nonno” dello stesso anno.
Il
secondo fondamentale percorso di ricerca, condotta attraverso una tecnica
assolutamente innovativa, che trae le sue radici dall’Informale più
autentico degli esordi, apre all’astrazione e all’espressività del
gesto e del segno. Attraverso il Dripping, le opere s’impongono alla
sensibilità e all’occhio per la loro forza e per il loro vigore
espressivo: lo smalto e l’oro si fondono energicamente, ponendo in
rapporto armonico
la Materia
e
la Luce. Attraverso
la danza del segno, l’immaginazione e la realtà sensibile si fondono in
dipinti animati da quell’anelito cosmico e spirituale che conduce lo
spettatore attraverso una realtà non misurabile, eterna e unica. Così come
Roma ci appare potente e inafferrabile (“Rome - the bridge over the river”,
2009) così anche lo stesso Sole risplende di nuova intensità (“Al di là
del muro: il sole è vita, calore e amore”, 2009), portatore esso stesso
di nuovi significati. La purezza del gesto parla e racconta, muove
l’anima.
Dunque,
attraverso la duplice ricerca del Vero nella sua matericità e concretezza e
del Sensibile-Invisibile, l’artista si muove con estrema eleganza e
analiticità, rivolgendo il suo sguardo al di là del Velo, giungendo a
dischiudere le porte dell’interiorità e
della Verità."
Guja
Soldo Rodari
......."
Iperboli di colori si fanno sensazioni generando la sensibilità pittorica
di Sylvia Giro. nella magica e festosa atmosfera del ricordo brillano le
cangianti cromie dell'esistenza. frammenti di temporalità si perdono
nell'oblio raccontando delle apparenti felicità ormai perdute.
Nell'irrevocabilità temporale, sensitive argomentazioni segniche brulicano
nel vuoto e attendono silenziose il loro ineluttabile destino."
Gianluigi
Guarneri
......." Sylvia Giro
che sa rappresentare, astraendole in linee e colori che comunicano, sia la
realtà che la circonda, sia le sensazioni che la pervadono in composizioni
equilibrate ed intriganti.
Anna
Iozzino
......." Da qualche
tempo l’artista Sylvia Giro ha abbandonato gli stilemi della figurazione, per
declinare, al di là di un ingiunzione tutta contenutistica,
l’impaginazione estetica di una visualità tutta segni, macchie, colori e
toni, capaci di delineare un universo a metà tra il neo-informale e il
neo-astratto.
Sorvolo
sulla cornice del lavoro precedente dell’artista milanese che
nell’immagine pure trovò una sua vitale consistenza, per aver condiviso
l’urgenza storica e generazionale, e gli strumenti della pittura, dalla
pastosità della materia tirata fino allo spasimo, fino ad una luce pulsante
di umori, dati questi che pure possono preludere al valore dell’atto
pittorico in sé come sorgente di magia.
Oggi
ci appaiono queste composizioni, anche veloci, ma segnate da una forza e da
una liricità in cui l’agire e le trame del confronto si sfumano in una
percezione più individuale.
Tracce,
sgocciolature, scritture pittografiche, elementi simbolici, codici impegnati
in questa ricerca litografica, tutto apre a quel grande mondo
dell’Espressionismo Astratto.
Così vanno lette queste
tracce dell’artista milanese, organizzate nello spazio come una continua
mediazione e tensione tra un dentro e un fuori, tra un push e un pull,
ovvero un’operazione dello spingere in dentro e un tirare in avanti, che
è come dire esplorare
la funzione spaziale del
colore.
E’
fuorviante leggervi persino certi rimandi a Pollock, Newman, Motherwell,
Rotko, perché Sylvia Giro sottopone le sue tele a una dura prova emotiva, a una
pittura sottilmente ipnotica basata sugli effetti di masse di colore
luminoso, di pittura gestuale, di quinte ideali.
Provate
a leggervi anche il capitolo dei simboli calati sulla scena del gusto, perché
la civiltà contemporanea poggia sull’osso del simbolo le proprie idealità;
ma non tralasciate la semplicità degli elementi, i ritmi inseriti in
aperture verticali, le stesure pittoriche più o meno sensibilizzate, la
costante spaccatura longitudinale.
In
queste opere recenti si origina e si rivela la metafora della realtà, che
ne guida gli automatismi e i sentimenti, provocandone un’ulteriore
identificazione della psiche con un senso cosmico della natura.
Tra
l’esaltazione e la sommarietà di luce, gesto e pittura, anche l’arte
dice la sua, anzi, stabilisce una cangiante realtà di linguaggio, perché
l’energia espressiva si struttura in un vissuto individuale, e per
abbreviazioni indicative e decifrabili.
Sylvia Giro è artista da post-avanguardia, che ingloba dei segni,
li estrae dal mondo del subconscio, li sviluppa dagli stereotipi fino a
farli diventare surreali e magici. Sono tutti emblemi di chiarezza sia
iconografica che formale, facendosi documenti essenziali, testimonianza di
un dettato espressivo, di essenzialità fenomenologica, poi verifica di
piacere estetico.
Simbolicità,
principi universali, grovigli ritmici e fervidità segnica sono allegorie
della coscienza artistica moderna. Ecco perché Sylvia
Giro è figura di spicco della pittura contemporanea.
Dietro
ogni dipinto c’è una tessitura ideativa di forte spessore, e ogni dipinto
si conforma per una fraseologia di costruzione e colore, di filologismo
della civiltà presente, di incroci socio-estetici; raccontando anche
dell’uomo nel suo profondo rapporto con il cosmo e che vive gesti e
immagini anche astratte come riti propiziatori.
Poi
in taluni dipinti, a quell’irrequietezza dell’immagine, alla simbolicità
che affoga in un mare di colore bidimensionale, si adegua quasi
liturgicamente, come calasse dal cielo una sorta di misticismo orgiastico,
una superficie fiera di valori percettivi con stimolazioni emotive ed
inconsce.
I
quadri paiono pareti colorate, un segnare un di là ed un di qua del mondo.
Le tinte, poi, fanno si che l’opera non sia una parete che divide, ma il
punto generatore di uno spazio sempre nuovo.
Sylvia Giro con
questi nuovi dipinti pare quasi saturare i colori, e chiarisce come in essi
si genera una profondità spirituale capace di riferire capacità
catarchiche.
Il
quadro non rappresenta più cose, ma è una cosa in se stesso, non racconta
più storie e figure, è già compiuto e sufficiente a se stesso, in quanto
materia colorata e tangibile.
Carlo Franza
......."
Con Sylvia Giro ci
troviamo di fronte ad un'artista che ha affinato la naturale ispirazione
con la preparazione culturale assimilata con la
frequentazione dell'Accademia di Brera. La
pittrice è di alta levatura e raggiunge una perfezione stilistica che impreziosisce ancor più le sue opere. Usa con grande
padronanza la spatola creando una sensazione di luce che permette una maggiore espressività dei soggetti. Le macchie di
colore sono usate sapientemente, senza voler strafare e
inserendosi con naturalezza nell'impianto pittorico. Si colgono echi
espressionisti, "Fauvisti", in alcune
opere una tendenza macchiaiola, ma sempre risalta uno stile squisitamente personale
che rifugge dall'imitazione e appare teso alla ricerca di nuovi ed
originali linguaggi. La pittrice così
assume una dimensione propria di alto valore che la immette di diritto
nella ristretta pattuglia dei maestri. Il Museo Nazionale "degli
Etruschi", di Vada ospita una sua opera gentilmente donata, a
testimonianza dell'impegno culturale di Sylvia Giro.
Emilio
Bianchi
......."
Nel
percorso pittorico dell'artista Sylvia Giro si può riconoscere un
inconfondibile e puro profilo espressionistico dettato da una personalissima interpretazione costruttiva unita ad
una rispettosa identità stilistica; ella con profonda e veritiera sensibilità
introduce e comunica un importante qualificativo descrittivismo formale-tecnico
supportato da un valoroso e spontaneo dialogo che lei
stessa stabilisce mirabilmente con l'universo naturalistico. Conservando
sempre un'impronta figurativa, fioriscono dalle sue opere vitali, rigogliosi ed incontaminati scorci
di paesi, marine, paesaggi e fiori in cui si possono trovare non solo
l'ininterrotta analisi poetica ma anche reali ed essenziali aspetti
contenutistici; l'inserimento dei chiaroscuri e la studiata elaborazione del colore simboleggiano eleganza ed equilibrio di
sintesi, mentre l'ariosità del disegno affluisce con felice e gioiosa
libertà cromatica. La dilagante forza materica
dell'olio su tela steso magistralmente con la spatola si colloca solidamente
in un comporre scenografico di grande impatto
visivo. Le titolazioni: "Angolo romantico di Finale
Ligure", "Torrente in Valtellina" e "Marina: Cervo in Liguria" sono solo alcuni
dei suoi dipinti che segnalano con consistenza la presenza entusiasmante ed
importante della natura, simbolo di un itinerario artistico autonomo e
rassicurante. Nella mostra personale alla galleria d'arte La Telaccia di Torino dal 15 al 24 Settembre 2002 l'artista Sylvia
Giro propone all'osservatore una rigorosa pittura dell'ottimale
dialettica che primeggia di identificativo e qualificativo virtuosismo
seguendo sempre una tematica ben precisa dove i "ricordi di
viaggio" ravvivano il suo fare arte
contraddistinguendola.
Ermanno
Corti
......."
Una ispirazione poetica avvince quanti si accostano alle
composizioni figurative di Sylvia Giro.
I paesaggi che l’artista
predilige, ma anche le sue nature morte ed alcuni suoi icastici paesaggi,
sanno esprimere il significativo impegno. Vera Artista del nostro tempo,
così aperta nel suo percorso agli stimolanti appuntamenti della cultura, ma
anche ai toccanti momenti di socialità nei quali è via via
coinvolta”….
Siro Brondoni
......."
Un angolo di Torino è colto
dalla pittrice in un dipinto che con pochi segni e macchie ne costruisce l’insieme
della visione, tanto forte nella forma e nel colore, quanto pervaso dalla
sintesi efficace della veduta immersa in un palpito di emozione che ne fa muovere i contorni. Nitore dei volumi e purezza
del taglio prospettico, stringono il paesaggio cittadino in un rapporto di
più intensa compartecipazione. La realtà ne è filtrata attraverso la chiara
osservazione del variare della luce tesa come la limpida giornata che lì attraversa.
Carlo Franza
......"La
pittura di paesaggio vanta una lunga tradizione. Da vari decenni, Sylvia
Giro ne è una interprete assidua. A parte alcuni ritratti e
nature morte, il suo repertorio tematico abbraccia molteplici aspetti
della natura: scorci di campagna toscana, cascinali, marine, vedute di
montagna, angoli di città. L'artista li raffigura su tele e superfici in
gran parte di piccolo formato, su cui interviene a colpi di spatola.
Sul piano stilistico Sylvia Giro mostra di prediligere le tinte forti e
contrastanti. Questo dato la colloca nel solco dell'espressionismo, del
quale esalta la componente più nostalgica ed emozionale. Nostalgia ed
emozione che si ricava anche dalle immagini presenti sul suo sito web.
da
Artdreamguide
......."
La pittrice Sylvia Giro fa conoscere il mondo attraverso linee e colori
Giorgio
Tarantino
......"
Policroma visione "votiva" la quale ben sa evocare, con trasporto,
l'intensità della preghiera corale".
a
Sylvia Giro per l'opera "La Grotta Santa".
Enzo
Faltracco
......."
Una grafia chiara che esalta la sua normalità interpretativa. Paesaggi
morbidi e caldi entro una mappa sensoriale di indagini e ricordi, venature
di impressionismo sempre brillante e gioioso che prende spazio nella
libertà di interpretazione. Pennellate brevi e frastagliate
affinché la luce giunga ed illumini in pieno splendore.
Giorgio
Falossi
......."
pittrice le
cui basi (ha studiato a Brera) sono in suo saldo
possesso: il disegno, il colore che sente molto e prodiga con maestria. L'inclinazione è moderna e
tendenzialmente lirica su marcature che talora, nei loro vigori,
raggiungono se non il rabesco, almeno il piacere del
rabesco. Pittura aperta e cordiale, poggiata su una tavolozza vivace che
niente concede alle improvvisazioni, dipinti nei
quali par di sentire il profumo della campagna, il gorgogliare dell'acqua
di un torrente, il frinire di una cicala nascosta tra il verde, opere nelle quali tutto è vero tutto risponde
ad un imperioso dettato spirituale. Sylvia Giro sa di operare in un clima ostile, nel quale purtroppo hanno
buon gioco gli equivoci, le sofisticazioni e la prevenzione alla donna che opera in pittura. Eppure continua a dipingere tele
colorate, nelle quali il vero pur non portato all'esasperazione del
realismo, pur interpretato
soggettivamente, è capace di suscitare nell'osservazioni
di cui si parlava. Per questo i suoi lavori (dipinge dall'età di 14 anni) costituiscono una bella
antologia, destinata ad arricchirsi in avvenire di nuove sorprendenti
pagine di sincerità.
Ursula Petrone
......."
È un'artista che pur muovendosi nel tradizionale paesaggio, rivela un modo
originale nelle soluzioni rappresentative. La spiccata personalità della
pittrice fa si che un cascinale, o un paesaggio
con figure, trasmettono emozioni di raro equilibrio narrativi in un dialogo
sereno e di profonda umanità palpabile, sia di tradizione estetica, per il
modo con cui entra in sintonia con colore, luce, luminosità.
Gennaro
Montanaro
......." In occasione della Rassegna a Cassina Rizzardi per il quadro: "Cascinale in Cassina". ..........
"Pennello e Spatola si alternano nella stesura del colore che appare a
tasselli coplementari l'un con l'altro sino a definire il tutto.
Stesura materica, impressionista di ampio respiro, segno
intenso e ombroso.
Dott. Giorgio Falossi
......." Uno sguardo alla sensibilità pittorica, guidata dalla perfezione stilistica.
Opere che assumono i valori dell'inconscio, a volte
bizzarro nell'esprimere volti dal tratto misterioso.
M°. Gerard
Argelier
......."
L'artista ama ritrarre in particolare il paesaggio, in una personalissima
interpretazione, dove la fusione di più linguaggi
determina un notevole costrutto estetico. Una pittura determinata da grandi
macchie di colore, sapientemente accostate le une alle altre, intente a simboleggiare la natura e il paesaggio nella
più alta espressione. C'è luce, e colore nelle opere di Sylvia Giro, dipinte con essenzialità e
sicurezza, impreziosite da quei tocchi di colore di alta intensità.
Walter Venanzio
......"
Esprimo il mio sincero plauso e compiacimento per la eclatante valenza
artistica delle Opere esposte, evidenzianti una significativa valenza sia
creativa che esecutiva, particolarmente riferita ad un prorompente
"dialogo coloristico e tonale" di rara efficacia.
Fernando Silo
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Jai vu avec plaisir vos oeuvres à l'occasion du Grand Prix de la Côte d'Azur Nice Septembre 2000 et Je tien à vous informer que j'ai beaucoup
apprecié votre travaux, vous l'avez réalizé avec votre coeur. J'aime particulierment vos
applications techniques et cromatiques. Je ressent en vous une grande artiste. Je vou souhaite tous mes voeux
de grand succes
M°. G. Argelier
......." una
luminosa espressione cromatica, che assorbe le varie tendenze stilistiche
dando vita ad una kermesse creativa di ottimo gusto.
Prof. Mariarosaria Belgiovine
......."
Anche
Sylvia Giro. milanese, è dentro la natura in modo
che direi simbiotico. Dipinge a larghe spatolate, quasi con foga: tanto che i suoi quadri occorre vederli da giusta distanza
(e non nel coacervo soffocante di una Fiera) e quindi assaporarli lentamente. C'è in essi una
forza che da cromatica diventa espressiva, anche per la sua netta compendiarietà, per la sua sintesi. Mi ha particolarmente colpito "Pini al
lago Palù", in cui la prospettiva si allarga
fino sulla montagna in fondo, imbiancata dalle nubi. Anche il quadro con "Trieste vista da San Giusto" ha una
profondità che direi solare, come del resto un altro che
riproduce uno scorcio della Sardegna. Poi, avviandomi ai dipinti per
carpirne la qualità tecnica, ho scoperto un
minuscolo quadretto: "Ischia, piscina e mare con Vesuvio". E'
quasi un appunto viaggio, una scrittura intima: eppure in quei pochi centimetri quadri c'è l'ampiezza di una natura
che la Giro
sa rendere con la sua intatta fragranza. Inutile parlare di echi della pittura "Fauve"
francese, o magari Espressionista tedesca. L'artista milanese ha un suo
modo e in esso è istintivamente, direi organicamente, calata.
Prof. Paolo Rizzi
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L'artista
Sylvia Giro dipinge con garbo e spontanea chiarezza d'immagine opere che
contemplano l'amore vero ed intenso per l'umanità:
l'atmosfera pregnante degli accostamenti cromatici e lo stupore disegnativo sorreggono un'arte dal rilevante talento. Ella, servendosi della corposa materia ad olio
spatolato, segna tracce di pensieri, gestualità ed altruità
che sintetizzano una pittura versatile e d'evasione.
L'euforia del segno incalza e viene vivificata da
piacevoli effetti di luce ed ombreggiature, raggiungendo
una fiammeggiante impronta che regala così spessore alle sue composizioni.
M. Malì
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Sylvia
Giro rileva doti non comuni e fantasia nelle trasfigurazioni simboliche e
ci fa partecipi della sua viva emozionalità dove realtà e immaginazione convergono; i contenuti diversi
sono meditati nell'interiorità e ricostruiti dalla fantasia in una sintesi figurale definita con limpida e poetica armonia.
Fernando Silo
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Le sue opere,
attraverso il colore comunicano vibrazioni emotive di notevole afflato
creativo che avvolgono magicamente il fruitore e lo rendono
compartecipe della creazione. Opere dunque che parlano dell'Arte quelle di
questa artista che dipinge ormai da tempo, collezionando ambiti
riconoscimenti.
Lia Ciatto
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le
opere d'arte di Sylvia Giro affiorano in una vibrante dimensione estetica,
motivate da un'emozionale ricognizione della realtà
ambientale, che più ispira l'artista. Con le opere "Marina: Cervo In Liguria" interpretate con maestria,
riscontro in positivo la concentrazione nella rielaborazione segnica e cromatica la pienezza dei sentimenti, di cui
ella avverte l'urgente tensione con acuta sensibilità. La sua pittura
nell'armonica tessitura di luci, forme e atmosfere, vibra
d'impressionistici accenti e ci svela con immediatezza il
rapporto sereno e vitale che lega l'artista ai soggetti, il suo desiderio
di fissare nelle immagini dipinte, le essenze umorali, i
ritmi cangiati, i colori della realtà, in una trama equilibrata di forme,
concetti e stati d'animo. Approvo completamente la sua
arte.
Prof. Giovanni Mazzetti
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Significativamente
assai interessanti e di notevole spessore artistico e di costruzione
dell'insieme sono da ritenere queste belle opere esposte alla Galleria
"Centro Storico" ... ...Dicevo prima interessanti ciascuna delle
opere che queste tre valenti artiste nonché egregie maestre del
"pennello", per quanto originarie di tre diverse realtà
regionali, vuoi per il soggetto che esse rappresentano
così pure per la mostrata delicatezza e diciamo veramente femminile quella
composizione armonica di colori e di collocazione di ogni sua
piccola particolarità che alcune di esse evidenzia
al meglio.....
Cav. Uff. Mario Ferraro - presidente AIM
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L'opera
"Barca a Varigotti" è il racconto di una realtà colta nella sua
essenza, costituita da quei pochi elementi - una braca arenata per andare,
una solida casa per restare, un cielo sereno, perchè il frammento di una
nuvola che l'attraversa è blu e non contiene presagi di pioggia o di
tempesta - che danno forza, sicurezza e vigore alla vita contro ogni
angoscia. I colori non vogliono imitare la realtà, ma parlano di se stessi,
esprimono l'interiorità dell'artista, la sua malinconia ed il suo bisogno
di raccoglimento che aspira ad un progetto di vita che non sembra adatto ai
grandi spazi, agli orizzonti fuori dall'immediatezza delle esigenze
quotidiane. La tecnica a spatola, la particolare cromia e il disegno
abbreviato rappresentano efficacemente il torpore del paesaggio senza
l'elemento umano la cui assenza è avvertita però nella precarietà del
tetto, dalla staccionata e di quanto ancora resta indefinito simulacro.
Anna
Iozzino
......."
Sylvia
Giro nell'opera "Gli occhi della Vita" abbandona le coordinate
dell'universo reale regalandoci un racconto senza forme concrete in uno
spazio dell'anima, sognato e ritrovato alle radici della Sua esistenza
Costruisce un paesaggio immaginario per comunicare la sua voglia di vivere,
di capire e farsi capire nel travaglio di una giornata alterna di sensazioni
e in cerca di nuovi elementi da
percorrere per arrivare in cima ai propri desideri. Il tessuto cromatico,
contrastante e vivace, aspro e forte apre spiragli e suggerisce soluzioni
che portano la rappresentazione a suscitare interesse sia per il contenuto
dialettico, sia per il risultato espressivo che alterna momenti di
riflessione a momenti di esaltazione in un contrasto di colori e di
architetture, apparentemente semplici, ma dai ritmi divergenti e
diversificati, capaci di risvegliare ancestrali e nuove fantasie.
Anna
Iozzino
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